venerdì 8 marzo 2019

Recensione n°1 - L'ultimo lavoro di Mimma Leone: Le congiunzioni della distanza



Viene facile perimetrare l’ultimo lavoro di Mimma Leone come un classico: sarebbe andato bene nei primi del ‘900, va bene oggi e sarà motivo di riflessione anche nei tempi a venire.
            Le congiunzioni della distanza, edito da Alter Ego in novembre del 2018, è, infatti, un volume senza tempo, non solo sotto il profilo narrativo, ma anche letterario. In riferimento a quest’ultimo aspetto, il raccontare di Mimma è piano, scorrevole e, sotto molti profili, decisamente gradevole, mentre il linguaggio, oltre che essere preciso, vede una scelta lessicale senza inflessioni ascrivibili a qualche scuola.


      La trama si snoda su più piani e a più livelli, dove l’azione si alterna sapientemente ed in maniera intrigante al ricordo, alla riflessione, all’analisi delle “congiunzioni”. Qui, la protagonista, Ginevra, è una giovane archeologa che lavora a Venezia, ma è legata da motivi affettivi profondi col Salento, con un piccolo centro abitato, dove ha trascorso l’infanzia: legami con la gente, col territorio, con la sua amica del cuore, Anna. E Ginevra torna nel Salento per vivere una storia allo stesso tempo fantastica e sentimentale, piena di colpi di scena e il fluire ordinario delle cose, in cui il ricordo del passato si alterna all’azione, in una narrazione del tutto particolare.
            Parole e fatti, in Le congiunzioni della distanza di Mimma, hanno più significati e più ambiti di riferimento. E’ questo lo specifico del testo, la novità, e si realizza una volta terminata la lettura, cui generalmente segue una profonda riflessione che prende in considerazione i vari ambiti narrativi proposti e porta a speculazioni in varie dimensioni: materiale e spirituale, dentro e fuori da sé, presente e passato, esoterico ed essoterico…..qui e lì.
            D’altro canto, sin dalle prime pagine, si percepisce subito che, Le congiunzioni della distanza, è un libro che mostra chiara una sensualità tipica femminile, che ovviamente non si risolve in uno stile ed in un raccontare banali, ma, al contrario, molto stimolanti, che lasciano intravedere dell’autrice una personalità forte e, allo stesso tempo, un’intelligenza sinuosa. Non è azzardato affermare che questo di Mimma Leone è un lavoro ed un’esperienza senti-mentale: la mente governa la trama e gli intrecci, scandisce i ritmi e le pause, mentre il cuore affonda nelle atmosfere, nei respiri del ricordo, nelle sfumature dei personaggi…nei baci.
            Insomma, le alchimie di Mimma Leone richiedono e, assieme, offrono momenti di lettura significativi, che lasciano il segno. La lettura di Le congiunzioni della distanza produce un’eco profonda ed ampia, che si propaga con gentilezza nell’animo e nel futuro. Un’autrice che, sebbene ancora giovane e alle prime esperienze narrativo-letterarie, traccia un solco significativo con questo testo non solo nel contesto culturale locale, ma anche in ambiti più ampi, perché le sue soluzioni sfidano il tempo.

Mauro Ragosta

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