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lunedì 4 gennaio 2021

Dov’è la politica in Italia? Ha abdigato… - di Paolo Rausa

 

Tutti i politici d’accordo, tutti fanno a gara nel sottolineare i passaggi significativi del messaggio di fine anno 2020 del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella! Soprattutto quando egli richiama alla concordia i protagonisti della vita pubblica italiana e quando li sferza, senza durezza, invitandoli ad essere “costruttori” di nuove speranze, della ripresa economica e civile perché “i prossimi mesi rappresentano un passaggio decisivo per uscire dall’emergenza e per porre le basi di una stagione nuova, – aggiunge – durante la quale “non sono ammesse distrazioni e non si deve perdere tempo, né vanno sprecate energie e opportunità per inseguire illusori vantaggi di parte”. Il Presidente della Repubblica parla a tutti coloro i quali pure si sono detti d’accordo con queste considerazioni e incitamenti. Guardando invece il quadro politico non sembra che poi vengano messi in pratica quei consigli. E queste valutazioni riguardano tutti i partiti, di maggioranza e opposizione. Il Governo Conte ha preparato un Recovery Plan senza consultarsi con le forze politiche che lo sostengono, le quali chi più chi meno, soprattutto Italia Viva, hanno contestato il metodo e i contenuti. Una situazione di precrisi che non trova soluzione politica. Da una parte il piano del Governo, dall’altra le proposte di Italia Viva in un documento con 62 osservazioni. Non si riesce a trovare una sintesi, ognuno resta sulle proprie posizioni. Ma i 4 partiti della coalizione (M5S, PD, IV e Leu) non sentono il bisogno di incontrarsi e discutere sulle varie proposte e trovare una sintesi? In fondo sono loro che reggono il governo. Perché lasciare tutto in mano alla mediazione del Governo e del Presidente del Consiglio? E se questo non è in grado di proporre una visione, un orizzonte per l’Italia da realizzare attraverso l’utilizzo dei fondi europei perché non prendono loro in mano la questione? Siamo di fronte ad una incapacità di fondo. Lo stesso vale per la cosiddetta minoranza (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia). Ognuna persegue una propria strategia, con avvicinamento ora dell’una ora dell’altra alla compagine di Governo. Prima Forza Italia si dice pronta a votare insieme per il bene dell’Italia, poi in aula cambia idea. Subito dopo è la volta della Lega che si dichiara disponibile a sostenere un Governo di larghe intese per poi rimangiarsi la proposta. Ora è Fratelli d’Italia a invocare le elezioni, ma allo stesso tempo dichiarandosi pronta ad un governo più largo però senza i partiti dell’attuale maggioranza, cosa impossibile a farsi. Siamo di fronte ad una Babele: ogni forza politica ha la sua ricetta e non c’è modo di mettersi a ragionare insieme per far fronte alla situazione drammatica che sta vivendo l’Italia. Da ultimo l’incapacità ad organizzare la distribuzione dei vaccini, finanche nella efficientissima Lombardia, una volta. A fronte di questa situazione servirebbe un santo taumaturgo: compito che ha cercato di svolgere l’ultimo dell’anno il Capo dello Stato con il suo discorso. Perché i partiti di maggioranza non si incontrano e stilano una proposta di utilizzo dei fondi europei, il Recovery Plan? E se non riescono a mettersi d’accordo, spiegando ai cittadini quali sono i punti dirimenti, perché non gettano la spugna e si dimettono dal governo, lasciando spazio ad un altro o a nuove elezioni, senza insultarsi l’un l’altro o attribuendosi vicendevolmente la responsabilità? Non possono lasciare al Presidente del Consiglio, che fra l’altro non è stato neppure eletto, questo compito. Ovviamente la crisi della politica si riverbera sull’inefficienza della macchina amministrativa con una ricaduta negativa sull’erogazione dei servizi. E’ possibile sperare che prima di arrivare ad un voto risolutivo in Parlamento i partiti si incontrino e discutano sui vari problemi in campo: Mes sì o no; i servizi segreti in capo al Presidente del Consiglio o ad un suo nominato; come spendere i fondi europei della Next Generation Eu e con quale struttura, coinvolgendo i Ministeri ed eventualmente delle figure esterne, ecc. Tutti compiti della Politica che deve indicare i punti di accordo per poter governare questo Paese che rischia di decadere rovinosamente, lasciandosi dietro rovine a danno delle generazioni future.

 

San Giuliano Milanese, 03/01/2020

                                                                                                                  Paolo Rausa

 


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