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sabato 9 gennaio 2021

Ritratto foto-letterario n°12: Filomena D’Ambrosio – di Mauro Ragosta

 

          Nella galleria di Maison Ragosta non poteva mancare Filomena D’Ambrosio, pittrice tanto raffinata quanto misteriosa. Eh sì, perché le sue opere si pongono con forza all’attenzione dell’osservatore tanto sul piano meramente estetico, cromatico e tecnico, quanto su quello simbolico, dei significati ultimi o possibili dell’esistenza. Gianteresio Vattimo direbbe della D’Ambrosio che i suoi quadri esprimono una persona perfettamente realizzata, in quanto scomparsa a sé e agli altri. In tale direzione, la pittura di Filomena sono solo tracce, anche avare, e che per questo affascinanti, che stimolano l’osservazione e visiva e intellettiva, in un gioco dove si può a volte intravedere lei, a volte se stessi. Insomma, la pittura della nostra D’Ambrosio non si pone solo sul piano emotivo, ma assieme anche su quello intellettivo, in un rapporto di circolarità.

 

 

        Non è leccese! Filomena viene da quella regione che Franco Fontana, arcinoto fotografo di caratura nazionale ed internazionale, definì negli anni ’70 come quella più sensuale d’Italia: la Basilicata! Ma la nostra D’Ambrosio è una leccese part-time. E se da un lato non ha ancora deciso di stabilirsi definitivamente nel capoluogo salentino, dall’altro lo considera il suo campo base, da dove prendono vita tutti i suoi viaggi artistici e culturali per l’Italia e per l’Europa, con scopi sia di interscambio con altri artisti sia per esporre le sue opere. Tutte avventure ed esperienze che puntualmente si chiudono e la riportano a Lecce, dove forse ri-posa e ri-genera la sua delicata anima, il suo acuto intelletto, il suo esile fisico.

 

         Lunghe dunque le sue permanenze a Lecce, dove per altro ha compiuto i suoi studi superiori, presso l’Accademia delle Belle Arti. Qui, è ben nota, anche se la vecchia nobildonna, Lecce appunto, non ha ancora deciso su di lei. Non che Lecce sia provinciale, ma di sicuro esclusiva e, forse, la Nostra D’Ambrosio “deve” avventurarsi in discorso più profondo con Lei, questa città così severa e capricciosa assieme.


          Gli scatti che ho realizzato per Filomena, in linea generale illustrano i diversi aspetti della sua persona. M’è venuto spontaneo operare una certa scomposizione di ciò che invece si percepisce di lei in sua presenza. La nostra Filomena è una sorta di combinazione alchemica, il cui risultato finale è quello di una persona assolutamente gradevole, soprattutto a chi è autocentrato. In lei sono ben saldi, allo stesso tempo, il suo passato, le sue origini e il suo futuro con i suoi obiettivi, per cui nel rapporto interpersonale è sempre presente, diventando un’ottima interlocutrice, dove però la sua parte più profonda si enuclea in una sorta di presenza-assenza, “impalpabile” dunque, e per questo misteriosa ed affascinante. Peraltro con lei non si ha mai l’impressione di conversare per luoghi comuni o con un particolare autore letterario o filosofico. Tutto quello che proferisce, afferma, è frutto di un’elaborazione lunga e meditata, oltre che mediata dal suo intelletto, che filtra ogni informazione a lei presente e la attaglia con maestria da sarto d’alta moda, alla sua persona, al suo dire.

 

        Qui, insomma, cinque scatti realizzati negli scorsi giorni, di Filomena D’Ambrosio per i lettori di Maison Ragosta, sempre molto attenti ed esigenti, ai quali, questa volta, gli si vuol far apprezzare una giovane pittrice –ha quarant’anni- che opera tracce e lascerà tracce di sé.

 

Mauro Ragosta

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