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martedì 27 agosto 2019

La Rivoluzione Informatica (parte seconda) – Gli anni ’50: i primi grandi progressi – di Andrea Tundo


Come s’è già chiarito nel precedente articolo di questa rubrica, le fondamenta per l’avvio della rivoluzione informatica, che ancora oggi si presenta in una progressione esponenziale, vengono gettate dalle idee e invenzioni di Alan Turing, tra la fine degli anni ’30 e gli inizi degli anni ’40 del secolo scorso. Certamente, Turing non fu l’unico studioso focalizzato sulle problematiche matematico-informatiche, ma di sicuro il più decisivo. E tuttavia è solo nel decennio successivo, negli anni ’50 appunto, che le nuove conoscenze si espandono in maniera più vasta e cominciano a radicarsi all’interno di alcuni comparti della società, soprattutto quelli più strategici per la gestione di un territorio, come da qui a breve si metterà in luce.
Si è anche accennato in precedenza anche all’invenzione e alla commercializzazione del primo computer, avvenuta nel 1941, ma è bene specificare che fino a tutti gli anni ‘50 per computer altro non si intende che un potente calcolatore e nulla più. Non si era ancora in grado, infatti, di realizzare dal punto di vista pratico una macchina che rispondesse a una sequenza di istruzioni, la quale operasse su entità diverse dai semplici numeri o meglio che interagisse coi numeri come entità. Insomma, non si andava al di là dell’elaborazione di codici numerici, al contrario di oggi in cui ad esempio in cui i computer hanno codici vocali, grafici, sonori e via dicendo sino alla robotica. Ciononostante, per l’umanità già questi progressi furono in grado di generare delle profonde modificazioni nelle principali istituzioni pubbliche e private e, tuttavia, solo di rimando ed indirettamente sull’intera società. Infatti, l’uomo comune non riuscì a percepire i grandi mutamenti, questi mutamenti che avrebbero da lì a qualche decennio e nella loro progressione, completamente rivoluzionato il suo modo di vita, sia sul piano lavorativo, ma anche su quello esistenziale e sociale.
Altro grandissimo risultato ottenuto nel campo dell’informatica, in questi anni, senza il quale la maggior parte delle successive scoperte e innovazioni non sarebbero state possibili, fu la Teoria dell’Informazione di Shannon. Essa presenta riscontri in varie discipline oltre a quella informatica, come la fisica e la matematica applicata, la statistica, lo studio della linguistica e in moltissimi altri campi. Ciò che è rilevante per il proseguimento del nostro percorso è che, di fatto, questa teoria offrì un modello di interazione tra intelligenze artificiali, ovvero essa descrive come due macchine potessero essere messe in comunicazione. Senza la formula elaborata da ShannonInternet non esisterebbe, così come non sarebbe possibile utilizzare un telefonino, e gli esempi potrebbero continuare all’infinito, fino ad arrivare all’oggi dove l’essere umano interagisce con la macchina in prima persona e colloquialmente. Al riguardo, si pensi a Siri della Apple o Alexa di Amazon, per giungere, chissà, magari in un futuro molto prossimo, quando l’uomo dovrà convivere con la volontà di un algoritmo.
Va da sé che le varie scoperte scientifico-matematiche e le relative applicazioni tecnologiche in questo periodo, negli anni ’50 appunto e come s’è avuto modo di sottolineare, non ebbero un evidente e visibile riscontro dal punto di vista sociale, nella vita di tutti i giorni dell’uomo comune, per intenderci, ma vennero utilizzate per potenziare la macchina burocratica e soprattutto militare dello Stato (in prima battuta negli Stati Uniti e subito dopo in URSS), sui piani, ad esempio, della velocizzazione dei censimenti della popolazione e dei calcoli balistici necessari per affinare i lanci di missili e i proiettili da artiglieria. In tale direzione, non è azzardato ipotizzare che, la Guerra Fredda, la quale, in questo decennio, registrò la parte più acuta della sua parabola, deve in maniera non irrilevante proprio ai progressi in campo informatico la sua accelerazione, in una riconcorsa agli armamenti sempre più sofisticati. Sicché, come è noto e come è ovvio, i primi e sostanziali progressi in campo informatico sono stati di ausilio e trovano applicazione nella soluzione di problemi tipici dei vertici della società, anche se non tarderà molto quando le tecnologie connesse all'informatica cominceranno a "scendere" nella piramide sociale ed interessare fasce di popolazione sempre più corpose.

Andrea Tundo

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