HOME PAGE

venerdì 28 febbraio 2020

Post-evento n°11: Ieri a Cavallino la presentazione dell’ultima creazione letteraria di Giuseppe Pascali – di Mauro Ragosta


         Più che un evento culturale, la prima dei lavori letterari di Giuseppe Pascali, sempre ospite della bellissima Galleria del Palazzo Ducale di Cavallino, è di fatto un avvenimento, e non solo per il noto centro salentino, che sempre si distingue come vera e pullulante città d’arte, ma anche per il mondo del libro nel Nostro distretto culturale, quello leccese appunto. 
            Ed ecco che, ieri sera, in una sala gremite di fans di Giuseppe Pascali, per la presentazione del suo ultimo lavoro, La Confraternita del Re, molte sono state le presenze di noti scrittori salentini, tra i quali vanno ovviamente citati Maria Pia Romano, Carlo Stasi, Rossella Maggio, mentre tra gli esordienti va segnalato Antonio Cotardo e tra gli artisti il M°Arnaldo Miccoli. Presenti erano anche le bellissime e note presentatrici specializzate in eventi letterari, ovvero Marcella Negro e Fiorella Mastria.
         L’abbrivo alla serata è stato dato dal Primo Cittadino di Cavallino, l’avvocato Bruno Ciccarese. Con destrezza oratoria, oltre ai saluti istituzionali, ha tracciato la figura letteraria di Giuseppe Pascali: noto non solo per essere un valente giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno, ma anche uno tra i più rinomati scrittori specializzato in romanzi storici, non mancando ovviamente nella sua produzione altri generi, tra i quali spiccano quelli sulle Bande Musicali.
            A seguire, particolarmente pregiato è stato l’intervento di Alessandro Laporta, Direttore Emerito della Biblioteca Provinciale “Bernardini, una delle colonne portanti della cultura leccese e salentina. Il professor Laporta, in poche battute, ha offerto al gremito parterre gli snodi chiave del romanzo di Giuseppe Pascali, non solo sotto il profilo meramente narrativo-letterario, ma anche negli aspetti tipicamente storico-culturale. Inoltre, partendo dallo scenario storico de La Confraternita del Re, quale quello della Venezia di metà ‘500, all’epoca il più importante centro finanziario d’Europa, ha rimarcato i legami esistenti con nostra terra, che Pascali ha saputo sfumare e aspergere in alcuni particolari ed indizi posti nella trama del suo romanzo. Ma il Nostro Laporta, in maniera stimolante ha messo in luce anche gli aspetti “esoterici” del romanzo, che lui definisce a tutti gli effetti un Noir, al quale ovviamente non manca la canonica e al tempo stesso affascinante storia d’amore, e dove nulla è casuale. Qui, i colpi scena che Pascali ha saputo architettare, per Laporta rendono la lettura briosa ed entusiasmante, snodandosi nello specifico tra spie, segreti e servizi segreti, sette e…misteri.
            Protagonista dell’ultimo intervento è stato del Redattore Capo de La Gazzetta del Mezzogiorno, Vincenzo Sparviero, il quale, oltre che a definire La Confraternita del Re una spy story, ha voluto insistere sul valore della lettura, quale strumento non solo di arricchimento culturale, ma, come nel caso del romanzo di Pascali, quale attività che funziona come una Macchina del Tempo.
            Nel suo dialogo col Nostro autore, il dottor Sparviero è stato abile nel far  portare alla luce gli aspetti più nascosti e reconditi del lavoro. Tra questi, la grande passione del Pascali per la ricerca storia, mossa da una “inguaribile” curiosità per tutto ciò che rappresenta il passato e che muove, quasi in automatico, la sua penna e alimenta le sue, già abbondanti, virtù letterarie.
            Ad intermezzare la serata, l’avvincente lettura da parte di Carla Guido, capace di “salti di sesta” nel porgere il testo di Pascali ai presenti. In ciò, accompagnata dai motivi musicali proposti dal Maestro Gianluca Milanese, sempre virtuoso e “magico” con i suoi flauti.

Mauro Ragosta

Nessun commento:

Posta un commento