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giovedì 5 settembre 2019

Recensione n°8: la preghiera di Siciliani…semantica – di Mauro Ragosta


            Fabio Siciliani debuttò nel mondo letterario, ed in particolare quello leccese, circa due anni fa, con un volume che ebbe una buona eco sui lettori più esigenti. Il mese scorso, in agosto appunto, è uscito il suo terzo lavoro, in buona parte a compimento e sviluppo di quello pubblicato nel 2018. Il titolo è lo stesso, con una variante e specifica nel sottotitolo, ovvero Semantica Preghiera - dall’Eidos alla Poiesis. E qui v’è subito da osservare che in Siciliani si può rintracciare una stabilità, una linearità e una continuità importanti: non solo replica il titolo del volume precedente, seppur con un interessante arricchimento, evidenziando così una linea di forte ed interessante coerenza, ma continua a pubblicare con la sua casa editrice storica, ovvero con quella che ha esordito, e cioè la leccese I Libri di Icaro di Giorgia Meo, oramai, quest’ultima fortemente orientata ad un discorso editoriale più maturo, dopo uno start up ed un lungo rodaggio avviatisi nel 2011.


            Una volta in possesso di questo ultimo volume di Siciliani, Semantica Preghiera - dall’Eidos alla Poiesis appunto, la prima cosa da fare è leggere l’indice. Subito si apriranno per il lettore, quello evoluto però e ancora una volta, scenari letterari inediti, dove il mistero e l’arcano tracceranno immediatamente le sue prime riflessioni, sia in termini verticali sia orizzontali. Eh sì, perché Siciliani è uomo colto, molto colto, oltre che essere stato varie volte campione mondiale di Muay Thai, una complessa box tailandese. E questa cultura, che trova spunti importanti, ma, allo stesso tempo, si discioglie nella sua attività sportiva, in una prospettiva circolare, appare tutta sin dalle prime pagine di Semantica Preghiera. Una cultura intrisa, infatti, di filosofia, esoterismo, psicologia, antropologia, teologia.
            Inoltratisi nel lavoro di Siciliani, dunque, ci si trova in pagine che fanno da specchio, dal punto di visto intellettivo ed emotivo, di chi legge e di chi sta per abbandonare il mondo della Ragione, perché insufficiente e limitato per accedere in dimensioni che meglio spiegano la realtà, quella di sempre e sempre nascosta, occultata, velata e ri-velata. Siciliani, in questo volume, pare essere, infatti, colui che si trova nel Getsemani, dove sta affrontando le ultime riflessioni, gli ultimi confronti con la parte più profonda di se stesso, con la parte più intellettualizzata, prima del grande salto. E questa volta Siciliani combatte non per vincere, ma per arrendersi alla saggezza, alla verità, alla forza della trascendenza innestata sull’immanenza. E’ la lotta di Siciliani ed è anche la lotta del lettore evoluto, che con lui non è improbabile provi, scorrendo le sue pagine, insolite ed affascinanti vertigini.
Quest’ultimo volume di Siciliani, tuttavia, impone due considerazioni-guida per il lettore. La prima è che l’opera di Siciliani va intesa e vista come un arcobaleno: bellissimo, estasiante, ma possibile da fruire solo da lontano, se ci si avvicina svanisce, come il più grande dei misteri. E così è il volume di Siciliani: va visto con distacco. La seconda è che Siciliani non va letto in qualsiasi momento e ovunque, ma bisogna stare in un particolare stato d’essere e in luoghi particolarmente raccolti, possibilmente ritualizzati, al fine di cogliere le profondità che il volume offre, e ne offre tante.
      Insomma, bisogna fare attenzione, perché Siciliani nelle sue pagine ragiona per superare la Ragione, un processo dunque complesso, che non si sviluppa in una prospettiva lineare e perimetrata, razionale ed ingegneristica. Il suo è un vagare-viaggiare in tutte le direzioni e in flussi di pensiero. Ecco che, Semantica Preghiera è materiale che stimola potentemente grandi, profonde, soddisfacenti ed inusitate riflessioni, utili per il compimento di una vita fatta di pienezza, solare. E, a questo punto, per quel che mi riguarda……..buona lettura!

Mauro Ragosta

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