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mercoledì 11 settembre 2019

Ritratto foto-letterario n°5: Manuela Del Coco – di Mauro Ragosta

         Immanente e assieme trascendente; presente e allo stesso tempo assente; distaccata eppure piena di passione, entusiasmo. Insomma, Manuela c’è, ma è altrove….sempre! Questa è la Del Coco, e questo trasuda -oserei dire, tracima- abbondante dalla sua prima produzione letteraria, dal suo esordio libresco-librario nel mondo della cultura leccese Un volume -edito, in giugno di quest’anno, da Claudio Martino di Edizioni Esperidi-  nel quale, in ogni caso, è difficile cogliere questa sua dimensione non-dimensione, se non ai lettori più raffinati, quelli che sanno intra-vedere, o meglio sarebbe dire, respirare, o meglio ancora, percepire gli aromi che connotano le sequenze narrative che la Del Coco propone e che con acume nasconde, dando così alla sua opera orizzonti arcani, ma non misteriosi.
         Di certo è donna singolare! Perché? Lei, la Del Coco, di poco sotto i cinquanta, ha mitizzato e cultualizzato gli anni ’80: vive l’oggi in quel tempo, in quella Lecce! Non si è evoluta? Non è cresciuta? E’ la prima ipotesi a cui viene da pensare, ma è un’ipotesi solo illusoria e fuorviante. La De Coco, invece, vive il mito delle origini e si modifica all’interno di questo mito. Quale? Ma quello delle origini della Civiltà dei Consumi e dell’Opulenza, delle origini della Civiltà Contemporanea, che ha preso l’avvio con la produzione della famosa Ford T nera nel 1923 e che si è palesata a Lecce solo cinquanta anni dopo, negli anni ’80 appunto e che oggi è nel suo pieno.
         In tale direzione, è una motorista, è una rocchettara, ama David Bowie, ama il lusso e parimenti la negazione di questo, i jeans logori, le atmosfere annoiate, il disorientamento come atteggiamento e come rappresentazione non di sé, ma di una certa cultura, elevata, come accennato, a mito. Sia ben chiaro, lei sa perfettamente cosa vuole dalla vita! Ed in effetti, ha due splendidi bambini ed un solido matrimonio. Insomma, Lei rappresenta, mitizza la Lecce degli anni ’80, apparentemente stanca e scocciata, persa e spaesata, e allo stesso tempo che ostenta una durezza e una forza, che ovviamente nasconde le tipiche fragilità dei nostri tempi. E tutto questo con grande lucidità.
         All’interno di questo quadro ho realizzato i primi di questo mese le foto per Manuela. Anche lei con me è docile e mi ha assecondato con grande puntualità e attenzione. Ed ecco che, ho potuto realizzare degli scatti, che in sostanza, racchiudono le atmosfere di quegli anni ’80 intrise dell’oggi, di cui Manuela ne è l’icona vivente.

Mauro Ragosta

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