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mercoledì 1 maggio 2019

Recensione n°3: Le alchimie di Stefano Delacroix - di Mauro Ragosta



        E’ di qualche settimana fa la pubblicazione dell’ultimo lavoro di Stefano Delacroix, scrittore e cantautore tarantino, ben noto anche in provincia di Lecce, sin dal 2010, per le sue incursioni letterarie. Certamente, al riguardo, va sottolineato che Stefano è personaggio conosciuto ben oltre la regione salentina da più di vent’anni, soprattutto sul piano musicale, mentre come scrittore è già al suo quarto componimento ufficiale nel giro di meno di dieci anni, raccogliendo pareri favorevoli da critici del circuito nazionale.
Questa volta Delacroix, conosciuto soprattutto per i suoi racconti, punta dritto su un argomento che gli sta a cuore da tempi insospettabili, producendo una sintesi sul piano esoterico, e nello specifico in tema di alchimia. E così, in marzo di quest’anno, esce Athanor: La Scienza Segreta del Cuore – Trattato Alchemico, targato I Quaderni del Bardo dell’editore Stefano Donno di Lecce.
Si tratta di un saggio che, tra gli addetti ai lavori e gli appassionati di esoterismo, non può mancare nelle loro letture. E ciò non solo per la ricchezza di informazioni, ma anche perché si pone come importante strumento per lo sviluppo delle riflessioni sul piano scientifico e filosofico sui temi cardine dell’esistenza, oltre che in ambiti più strettamente operativi in tema di alchimia, ma solo – va detto- di rimando.
In effetti, Athanor, più che un compendio di procedure alchemiche è un vero e proprio trattato sui fondamenti e sui principi che reggono tutti gli esercizi e le pratiche dell’alchimista. Non a caso Delacroix pone questo suo lavoro a metà strada tra l’esoterico e l’esoterologico, non mancando di travalicare il segreto, per arrivare a sfiorare anche questioni più misteriche.


Al di là di ciò, per Delacroix, è nelle possibilità dell’Uomo, tramite scelte ben precise, riscoprire la divinità: basta volerlo! Da qui, centrale, nella sua opera e di seguito nella Realtà, è l’Uomo che con la sua volontà, dunque, può perseguire una vita piena ed appagante, attraverso il riapprodo ad una Coscienza-Divinità, che dovrebbe rappresentare lo scopo finale dell’esistenza e che espresso in termini alchemici porterebbe alla riscoperta della “Pietra Filosofale”.
Una visione volontaristica della Salvezza, dunque, che viene argomentata riuscendo a contemperare anche le implicazioni delle strutture sistemiche della Realtà, che Delacroix mette in luce con forza, anche senza rifarsi alla fisica quantistica. Da qui se ne può dedurre che si tratta di un fine lavoro intellettuale, che va tenuto in debita considerazione e che aiuta, chi pratica l’alchimia, le materie esoteriche, ma anche religiose, a trovare un buon conforto sulle questioni attinenti il libero arbitrio.
Per concludere, va sottolineato che numerose nel testo sono le avvertenze sul fast food esoterico o sui “discount spirituali”, come ama definirli Delacroix, le quali mettono in luce i principali inganni che costellano l’esistenza dell’uomo comune, propinati da molte delle più accreditate “agenzie spirituali”. Un uomo che Delacroix tende a voler vederlo proiettato in una prospettiva naturalistica.
            Un volume, Athanor, che verrà presentato a Lecce, presso il Museo Faggiano, venerdì prossimo, 3 maggio, alle ore 19:30.

Mauro Ragosta






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